But I need his heart
I am strong even on my own
But from him I never want to part
He’s been there since the very start ♥
(Oggi rigirandomi nel letto con un tot. di pasticche e boccette di gocce in mano pensavo questo. Poi ho smesso di pensare)
Io non sono mai stata niente nella mia vita.
Niente di bello, niente di importante.
Sono ed ero un peso, una palla al piede, un fastidio anche per chi diceva di amarmi tanto.
Del poco che c’era resta solo un involucro.
Un involucro brutto che si trascina come un fantasma e riesce solo a piangere tutto il giorno.
Se mi riesce presto però tolgo il disturbo.
Grazie T! Sicuramente il tuo sarà un buon Natale.
Il mio pudore, la mia educazione la mia discrezione se ne sono andati a fanculo insieme a me.
(perché gli stronzi avranno sempre un posto in prima fila ed io invece starò sempre fuori dalla porta).
Perché poi ho capito (ho dovuto capire) che se chiedi poco finisce che non ti viene dato niente.
Che se sei gentile e comprensiva e non rompi mai le palle (perché è un atteggiamento che non appartiene alla tua natura) e cerchi di capire “che lui poverino è stanco” “che lui poverino deve rilassarsi stando davanti al suo pc ” “che lui poverino non si può alzare troppo presto per andare a lavorare e quindi non può venire a dormire a casa tua” “che lui poverino ha dei problemi” “che lui poverino fa un lavoro di merda che non gli dà nessuna soddisfazione e ci manchi solo tu a stressarlo“ “che lui poverino è più giusto che stia il più possibile con l’adorata petulantissima nonna perché lei è anziana e invece voi poi avete tutto il tempo di questo mondo” “che lui poverino porta addosso un peso che non puoi capire” alla fine ti accorgi che lui poverino ha solo un problema: Tu, la tua esistenza, il tuo essere la sua fidanzata!
E poi ti ritrovi con davanti un bambino scemo di 35 anni (che non è capace neanche di volerti un po’ di bene e che non ha neanche avuto le palle di dirti che non voleva più stare insieme a te) che tronfio del suo nuovo colorito lampadato ti dice che lui “vuole vedere chi vuole” (leggasi vuole trombare in giro) (però già che c’è per quella sera si fa andare bene anche te, perchè non si sa mai che per un giorno gli manchi la timbratura del cartellino) e che “non vuole più far soffrire chi gli sta intorno” (perché tu non sei una cretina che lo ha amato per 7 inutili anni sei solo una che gli sta intorno).
E allora perdi ogni riferimento “sano” con il mondo esterno. Raccogli i cocci e ti trascini, come puoi, nella vita che ti resta.
Svegliandoti ogni giorno con la spiacevole sensazione di essere un’idiota.
Vedere Battiato vestito da motociclista nel nuovo video mi strappa un sorriso.
Le allusioni al sesso adesso passano anche attraverso la pubblicità di un detersivo per lavare i pavimenti.
Allo stato attuale vado avanti con 62 gocce di Compendium al giorno (per dormire e non farmi esplodere il cuore ogni 2 x 3 ). E’ una buona media, se continuo così per l’inizio dell’anno nuovo potrei arrivare ad un bottiglino al giorno. E son sempre belle soddisfazioni.
Quando non lavoro mangio una volta al giorno e perché me lo chiedono.
I pantaloni “da ufficio” taglia 40 mi vanno grandi. Ma non sono magra. Sembra solo che mi sia rimpicciolita.
Non mi guardo più allo specchio. A me piaceva guardarmi allo specchio, anche se non c’era niente di bello da vedere. Adesso no. Però di sfuggita ho notato che i pochi capelli hanno assunto un colore splendido. Quello che desideravo da cinque anni circa. (A volte piano, piano, i miei obiettivi li raggiungo pure!).
In profumeria la commessa mi ha regalato un sacco di campioncini. Sono tutte creme per borse sotto gli occhi ed occhiaie, chissà perché?
Nel mio portamonete c’è una stupida moneta enorme. La storia di questa moneta la conosciamo in due. Stava lì dentro perché ogni volta mi faceva sorridere pensando a come ci fosse arrivata. Una volta ho temuto di perderla e sono andata nel panico.
Adesso vivo sperando di poterla buttare nel cesso, prima o poi.
Alle amiche/colleghe/conoscenti che mi parlano male dei loro mariti/compagni/fidanzati lamentandosi di quanto siano talvolta stronzi, insensibili, che non aiutino in casa e pretendano e basta. Perché forse credono che mal comune mezzo gaudio e “quindi non hai perso niente”. Vorrei dire che questi discorsi non mi servono a niente e non mi fanno star meglio. (Perché io amavo lui ed anche i suoi difetti, il suo essere “distratto” nei miei confronti e so che l’amore è fatto anche di queste cose).
Alle amiche/colleghe/conoscenti che mi dicono meraviglie dei loro mariti/compagni/fidanzati che sono tanto dolci, si occupano di loro e se non ci fossero come farebbero. Perché credono che “hai solo incontrato la persona sbagliata e ti aspetta qualcuno che ti amerà davvero e saprà apprezzarti” . Vorrei dire che questi discorsi non mi servono a niente e non mi fanno star meglio. (Perché in questo momento devo ancora metabolizzare tutta la merda che mi è stata scraventata addosso, rassegnarmi al fatto di essere sempre stata di fatto “sola” e che forse lo sarò per sempre).
A chi “chiodo sc(hi)accia chiodo” (non ho mai capito se è “scaccia” o “schiaccia”) Vorrei dire che questi discorsi non mi servono a niente e non mi fanno star meglio. Perché è facile a dirsi ma non a farsi. Almeno per me. E se anche fosse, sarebbe questa la soluzione? Una scopata e mi lascio tutto alle spalle? Il giorno dopo sono una donna nuova, felice rilassata e sicura di sé?
Alle amiche/colleghe/conoscenti che mi raccontano di quel fidanzatino che, quando avevano 18 anni, dopo un’intensa relazione di 4 mesi, all’improvviso, è sparito e loro ci hanno messo un casino per riprendersi. Vorrei dire che questi discorsi non mi servono a niente e non mi fanno star meglio. (Perché io di anni ne ho più di 30 e con lui ne ho condivisi 7. E ingenuamente e altrettanto stupidamente ho creduto che fosse per sempre. E forse, ma solo forse, è un po’ diverso dai vostri amorini post-adolescenziali) (a queste persone sinceramente vorrei anche dire, con tutto il cuore, di andare a fanculo, anche solo per un attimo. Un attimino piccolo).
A chi “come stai?” (detto con tono melenso e faccia contrita) “Com’è andato il week-end?” “Stai meglio?” Vorrei dire che queste domande non mi servono a niente e non mi fanno star meglio. Apprezzo l’interessamento ma non ho voglia di rispondervi. Che starei meglio se non me lo chiedeste. Che sarebbe meglio che mi guardaste in faccia: se ho gli occhi gonfi e rossi e il colorito grigio tendente al violaceo vuol dire che va di merda, che cazzo me lo chiedete a fare come va???
A chi “si chiude una porta si apre un portone” . Vorrei dire che questi discorsi non mi servono a niente e non mi fanno star meglio. Perché io ho ancora una mano chiusa in mezzo alla porta ed è un dolore a tratti insopportabile.
Vorrei solo tornare quella di prima.
Vorrei essere lucida. Fare bene il mio lavoro come ho sempre fatto.
Vorrei essere precisa. Secchiona, autistica.
Vorrei ricordarmi tutto e tutti.
Vorrei non dovermi appuntare ogni minima cazzata.
Vorrei fare 16 quando devo fare 10, come ho sempre fatto.
Vorrei andare in piscina senza aver paura di non riuscire a galleggiare.
Vorrei dormire, ogni tanto, e non avere incubi.
Vorrei non piangere in treno. Qualche volta anche in autobus.
Vorrei non svegliarmi senza fiato e ricordarmi che è tutto vero.
Vorrei che i miei capelli (quelli che restano) rimanessero sulla mia testa.
Vorrei non dover andare a parlare con un’estranea (che non mi piace e che vorrebbe bombardarmi di farmaci) dei fatti miei e chiederle cosa c’è di sbagliato in me.
Vorrei che la tua vita facesse schifo e non la mia.
Vorrei far di nuovo ridere chi mi sta intorno.
Vorrei continuare a poter dire “no” e che ce la farò da sola a stare meglio. E riuscirci.
Vorrei un’energia. Anche mezza.
Vorrei non avere paure costanti ed ansie sovrapposte.
Vorrei risentire la mia risata e sentirmi dire che è contagiosa.
Vorrei che la mia casa non mi sembrasse al contempo l’inferno e il purgatorio.
Vorrei non sentire sempre il cuore “pesante”.
Vorrei essere quella che vedo in una foto. L’ultima che mi hai fatto. Appena sveglia, spettinata, stropicciata ma con una faccia bellissima, rilassata e i denti bianchi che ti sorridono. ♥
Oggi ti ho visto. Da molto lontano.
Attraverso due vetri. Di cui uno molto appannato.
Ti ho visto e ti ho riconosciuto solo perché la tua immagine è impressa in me.
Ti ho visto e avevi un maglione di un colore inconsueto.
E mi sono chiesta se ti piacesse quel colore.
Mi sono chiesta se io sapevo che ti piacesse.
E’ lo stesso colore della bottiglietta del mio profumo. Quello che uso da 3 anni (non quello di prima, quello che, poi, all’improvviso, non ti piaceva).
E mi sono chiesta se mai ti fosse piaciuto quest’altro profumo.
E mi son detta che tu nemmeno sai quale sia il profumo che uso. Che non sapresti dirne il nome e nemmeno riconoscere la bottiglietta, probabilmente neanche l’odore se lo sentissi su un’altra persona.
E mi sono intristita perché questa piccola cosa è la summa di tutto il nostro rapporto.
Mi sono intristita perché so che tutto ciò mi farà sempre stare un po’ male. Sempre un po’ troppo più del dovuto.
(E, comunque, purtroppo, avrei solo voluto poter scendere da quell’autobus e poter venire ad abbracciare te e quello stupido maglione). ♥
Un dito sporco di bianchetto.
Un altro di pennarello rosso e un po’ di evidenziatore verde.
I miei capelli nel lavandino.
Gli occhi rossi.
Le all star nere, vecchie.
Un cuoricino nell’incavo del polso destro.
La faccia screpolata.
Due anelli piccoli. In due dita differenti.
Le occhiaie.
Un maglione viola.
La bocca muta. Le labbra serrate.
Gli occhiali da sole. Anche se fuori piove.
Succede che poi il tuo corpo si addormenti.
All’improvviso, a tratti non senti più le braccia, le mani. Spesso, troppo spesso, anche la testa. Tutto si intorpidisce, tutto formicola, tutto punzecchia e brucia.
Succede che poi fai una serie di risonanze magnetiche a raffica dalle quali non si capisce molto.
Succede che poi qualcuno ti dica che, forse, un po’, devi pure iniziare a preoccuparti.
Succede che poi ti suggeriscano di approfondire. Di fare altri esami e di iniziare a pensare che magari il futuro sarà diverso.
Succede che poi il medico che si occupa di curare la tua testa e il tuo cuore ti dica che il problema sta dentro te. Sta nelle cose che non riesci a dirti. In quelle che non puoi accettare.
Succede che poi quelle cose le dici a lui e, anche se continui a non poterle accettare, senti che qualcosa è cambiato.
Succede che poi il tuo corpo, pian piano, si sveglia. Senza più addormentarsi.
Succede che poi insieme a quel “sonno” se n’è andata una parte di me.
Succede che alcune verità sono inaffrontabili.
Succede che poi mi sembra, spesso, troppo spesso, di non esistere più.
E’ bello quando inizia a far freddo e senti la testa che ha bisogno del suo berretto preferito.
E’ bello il vento sulla faccia e gli occhi chiusi come due fessurine.
E’ bello le mani gelide. Gli anelli che diventano grandi intorno a dita sgonfie e infreddolite. Che se non stai attenta cadono giù.
Ho talmente pochi capelli, ormai, che mi sembrano le orecchie a sventola.
(In compenso ho molti, molti peli sulle gambe J ) (cazzo ti ridi?).
Andare in un posto piccolo e bellissimo. Particolare e carico di suggestioni.
Pensare tutto il tempo che sto lì a come l’avresti trovato tu. Cosa ti sarebbe piaciuto e cosa avresti detto.
(Dov’eri tu nel mentre? E con chi?).
Questa vita è solo un gioco sfinente (e svilente) al quale perdo sempre.
“Peggio di essere triste è solo quando gli altri sanno che sei triste. Non sono triste. Non sono triste. Perchè la sua vita serbava un potenziale illimitato di felicità, in quanto era una stanza bianca e vuota. Si addormentava con il cuore ai piedi del letto, come un animale domestico che non faceva parte di lui. E ogni mattina si svegliava con il cuore di nuovo nel forziere della sua gabbia toracica, divenuto un po’ più greve, un po’ più debole, ma ancora in grado di pompare sangue. E a metà pomeriggio era di nuovo sopraffatto dal desiderio di essere altrove, di essere un altro, di essere un altro altrove. Non sono triste, io”.
da “Ogni cosa è illuminata” di Jonathan Safran Foer (merci beaucoup Stefania!)
Non c’è niente di sbagliato in me
Non c’è niente di sbagliato in me
Non c’è niente di sbagliato in me
Non c’è niente di sbagliato in me
Non c’è niente di sbagliato in me
…perchè domani arriva il nuovo Super Capo ed io ovviamente ho la febbre e non mi reggo in piedi e domani c’è anche sciopero di qualunque mezzo pubblico.
Arriverò in ritardo e mi prodigherò in qualche scena fantozziana col moccolo al naso e l’occhio lucido…già lo so. Lo so.